Facciata continua nell'età contemporanea

 

L’interesse per la tecnologia e per l’impiantistica ha prodotto alcune opere che riescono a stare sulla scena anche di importanti centri storici senza “appassirvi” dopo pochi anni. La City of London non sarebbe la stessa senza il Lloyd’s di Richard Rogers o il 30 St Mary Axe di Norman Foster.

Dopo le stagioni dell’higth tech e del decostruttivismo, si è sviluppato un costante approfondimento di tecnologie che ha portato a sistemi di facciata in grado di integrare sempre più materiali e di migliorare decisamente le prestazioni fisico-tecniche.

Oggi è possibile realizzare il rivestimento finale di una facciata industrializzata praticamente con  tutti i materiali di cui si dispone in edilizia. Anche i rivestimenti in pietra sono stati industrializzati. Il vetro è uno dei materiali più utilizzato, a volte avvolge l’intero involucro. Il laterizio è prodotto in componenti integrabili in sistemi di facciata ventilata, anche come sistema di schermatura.

La ceramica, ha raggiunto un tale livello di qualità, delle materie prime e dei processi di lavorazione, che si va diffondendo come uno dei paramenti di facciata che più garantisce in termini di durata e che, al tempo stesso, più offre in termini di varietà cromatiche, dimensionali e di texture.

 

Facciate energivore: può convenire sostituirle? 

 

Nell'Unione Europea, dove i costi energetici pesano molto sulle bilance commerciali degli stati, da oltre un decennio è in corso un processo normativo che dovrebbe portare, entro il 2020, ad una forte riduzione dei consumi nel settore civile. Ma per raggiungere risultati realmente significativi sarebbe necessario intervenire sull'edilizia esistente. All'interno di questa politica dovrebbe trovare spazio anche un programma di incentivi per sostituire le facciate energivore realizzate in passato con sistemi di ultima generazione.

 

Le facciate nei paesi emergenti

 

Nei paesi emergenti o in pieno sviluppo economico (Cina, Latino-America, Russia, Medio-Oriente) sarebbe auspicabile non ripetere gli errori commessi in Europa o negli USA, ma, per il momento, questi paesi sembrano ancora fermi alla fase della mera emulazione, salvo ovvie eccezioni.

 

 

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